Cosa aspettarsi dal futuro: i materiali shape-memory [Rassegna stampa]

In passato, l’odontoiatria tradizionale ha sempre usato materiale inerte, pensato per non interagire con il cavo orale e non presentare cambiamenti nel tempo in termini di struttura e proprietà.

Oggi, la ricerca interdisciplinare si sta attualmente concentrando su materiali in grado di subire modifiche nella loro struttura e svolgere un ruolo attivo in bocca. Alcuni di questi materiali, noti come materiali “smart” (SM) o “(stimoli-) reattivi” (SRM), hanno un’alta capacità di reagire in base a cambiamenti ambientali o a stimoli esterni.

Tra gli SM, i cosiddetti “materiali a memoria di forma” (o shape-memory) sono di grande interesse per le numerose applicazioni in campo dentale.

L’effetto memoria di forma è definito come la capacità dei materiali di essere deformato e fissato in una forma temporanea o dormiente, che rimane stabile fino a quando il materiale non viene nuovamente esposto a uno stimolo appropriato.

L’introduzione dei polimeri a memoria di forma (SMP) ha esercitato grande attrattiva grazie a diversi vantaggi come: capacità di deformazione elastica, basso costo, bassa densità (che si traduce in leggerezza), facilità di produzione e lavorazione, proprietà fisiche su misura, eccellente stabilità chimica, biocompatibilità e persino biodegradabilità.

Uno studio accademico sull’applicazione dentale dei materiali a memoria di forma

Uno studio pubblicato dal dottor A. Bruni e dal suo team dell’Università di Torino offre una panoramica dell’applicazione dentale disponibile degli SMP, con una valutazione della letteratura e della ricerca esistenti, nonché un monitoraggio tecnologico.

A gennaio 2019 è stata fatta una ricerca su database informatizzata per rilevare tutti gli articoli e brevetti riguardanti i dati sull’uso dei polimeri a memoria di forma in odontoiatria. L’ortodonzia era il campo di applicazione con il maggior numero di brevetti registrati, ma gli SMP sono un argomento interessante di indagine anche per l’odontoiatria protesica. Per le protesi, infatti, la ricerca aspira a ottimizzare la pratica quotidiana attraverso la riduzione dei tempi alla poltrona e il miglioramento dell’esperienza del paziente.

Tra le varie applicazioni, la protesi provvisoria fissa e rimovibile merita un’attenzione particolare. I provvisori sono fondamentali per fornire guarigione dei tessuti molli, occlusione adeguata ed estetica accettabile, tuttavia, soffrono spesso di adattamento inadeguato. Per risolvere il problema, un brevetto ha proposto una corona prefabbricata, modellata con resina a memoria di forma e posizionata sopra la componente secondaria del dente, per creare un restauro provvisorio. La particolarità di questo restauro è l’adattamento perfetto con la superficie del moncone senza interposizione del cemento.

Una svolta verso la personalizzazione delle protesi dentali

Lo sviluppo di un materiale composito con la combinazione di una capacità di memoria di forma e una capacità di cambiamento ottico in risposta a uno stimolo selezionato potrebbe essere una svolta nel campo dei materiali dentali. Gli autori della ricerca concludono che sebbene l’applicazione dei polimeri a memoria di forma in odontoiatria sia ancora limitata a causa della mancanza di fornitori commerciali di materiali dentali, accademici e inventori hanno mostrato un crescente interesse nel testare i potenziali usi degli SMP.

È importante notare che, insieme alla progressione verso la precisione in odontoiatria, anche la scienza dei materiali sta avanzando verso un percorso completamente personalizzabile. In questo scenario, l’ascesa dei polimeri a memoria di forma, con la loro elevata possibilità di personalizzazione, sembra essere il futuro della produzione e dello sviluppo dentale.

Per approfondire, rimandiamo all’articolo originale in inglese del Prof. Lorenzo Breschi su Dentistry33.

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