Restauri diretti o indiretti per denti trattati endodonticamente? [Rassegna stampa]

I denti trattati endodonticamente sono più suscettibili all’insufficienza biomeccanica rispetto ai denti vitali, principalmente a causa della quantità di struttura interna del dente che viene rimossa durante il trattamento endodontico e la perdita di tessuto duro coronale. Il modo migliore per ripristinare i denti trattati è ancora ampiamente discusso per quanto riguarda il miglior tipo di restauro, se diretto o indiretto.

Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Adhesive Dentistry di marzo 2018 ha confrontato gli esiti del trattamento di restauri permanenti diretti e indiretti, per capire quali sono da preferire.

I restauri diretti in composito sono indicati principalmente per i denti con perdita minima o moderata della struttura del dente. La decisione se posizionare una corona o un restauro a copertura parziale dovrebbe anche dipendere dai requisiti funzionali e dalla quantità di struttura dentale rimanente.

Le conclusioni della ricerca

Sulla base delle prove attuali, i restauri diretti per ripristinare i denti trattati endodonticamente sono poco raccomandati, in particolare per i denti con danni coronali estesi.

I restauri indiretti costituiti principalmente da corone hanno una sopravvivenza a breve termine (5 anni) e a medio termine (10 anni) più elevata rispetto ai restauri diretti.

I restauri indiretti hanno anche mostrato migliori proprietà estetiche, funzionali e biologiche, ma nessuna differenza nel successo di restauro a breve termine (≤ 5 anni) o endodontico.

Per approfondire lo studio, rimandiamo all’articolo originale in inglese del Prof. Lorenzo Breschi su Dentistry33.

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